L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha alzato il livello di attenzione della comunità scientifica e di tutti i cittadini verso le cause e gli effetti che virus e agenti patogeni, soprattutto quelli legati alla sicurezza alimentare, potrebbero avere nei nostri confronti.  Ricordiamo che la vita quotidiana è caratterizzata da una convivenza tra uomo e virus che risale sin dalla comparsa delle prime forme di vita sulla terra e di come già i nostri antenati conoscessero l’esistenza delle varie malattie infettive e contaminazioni e ne fossero intimoriti. 

Siamo quindi costantemente a contatto con i microrganismi, esseri viventi piccolissimi visibili soltanto con l’aiuto di un forte ingrandimento, tra cui batteri, funghi, muffe, e anche virus. La convivenza è pacifica, pensate alla flora batterica dell’organismo, a quella della pelle o semplicemente a quei batteri che ci aiutano in cucina, come i lieviti per fare il pane o i fermenti per lo yogurt. 

Può succedere però che negli alimenti ci siano dei microrganismi, detti patogeni, che disturbano la normale convivenza e che possono causare disturbi di varia natura. La maggior parte di queste malattie trasmesse si manifesta con sintomi simili all’influenza, con nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, e si risolve in pochi giorni senza problemi; per altri invece, l’agente patogeno è più aggressivo e può causare manifestazioni cliniche varie, anche serie.

Stiamo ad esempio parlando di batteri come Listeria Monocytogenes, Escherichia Coli, Stafilococco Aureo, Salmonella, Enterococco o Botulino; tutti patogeni che possono contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti e quindi essere presenti anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati distribuiti attraverso le grandi catene di distribuzione o dal mondo della ristorazione.

Sono infatti, all’ordine del giorno le segnalazioni di alimenti ritirati dal commercio per la presenza di questi batteri; l’ultimo riguarda un lotto di salmone norvegese affumicato prodotto e distribuito da una grande azienda italiana dove è stata rilevata una presenza di Listeria monocytogenes.

Stiamo parlando di un agente patogeno molto aggressivo e pericoloso per l’uomo e che in caso di diffusione nella popolazione – derivante dal consumo di questo cibo contaminato – potrebbe causare focolai gravi per la salute dell’uomo, molto più di un virus come ad esempio il Covid-19, anche perché un’epidemia di un batterio come la Listeria monocytogenes può verificarsi in maniera più aggressiva e frequente.

Questo tipo di batterio può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti: può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0 a 45 C, tende a persistere nell’ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati. Gli alimenti principalmente associati all’infezione da listeriosi comprendono: pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all’uso) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini, pesce affumicato.

Come è facile capire, stiamo quindi parlando di una problematica molto seria che riguarda la sicurezza alimentare, una tematica sulla quale forse non si è investito abbastanza e che invece oggi alla luce degli enormi cambiamenti che hanno interessato il sistema alimentare mondiale con merci in viaggio da ogni continente, ristorazione e distribuzione di massa e grande uso di prodotti conservati, può far emergere nuovi problemi e quindi evidenziare punti critici da risolvere per garantire la sicurezza alimre di tutti.

 

Noi di Next Cooking Generation da sempre abbiamo investito sulla sicurezza alimentare e dopo anni di ricerca siamo riusciti a brevettare una nuova tecnica che aiuta a risolvere le varie problematiche legate sanificazione dei cibi garantendo la salvaguardia della salute di tutti i consumatori ad ogni livello di consumo, sia quello derivante dalla distribuzione di massa sia quello relativo all’attività ristorativa.

La nostra innovativa tecnica della maturazione spinta©, che può essere adottata ad ogni livello della catena di distribuzione del cibo (dalle aziende produttrici ai ristoranti), attraverso la sua tecnologia degli ultrasuoni focalizzati messi in pratica dalla macchina waveco® permette di ridurre in maniera veloce e decisa la carica batterica degli alimenti andando a garantire una maggiore shelf life e quindi una totale sicurezza alimentare.

Naturalmente stiamo parlando di una tecnica validata da un Team di ricercatori Universitari ed in particolare quello della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo che nel corso degli anni di sperimentazione congiunta con il nostri esperti aziendali ha portato al recente riconoscimento del lavoro svolto e quindi della valenza ed efficacia della tecnica della maturazione spinta© con la pubblicazione dei risultati sulla rivista scientifica Italian Journal of Food Safety.

Questo riconoscimento/certificazione ha riguardato proprio un lavoro di ricerca che il Team universitario guidato dal Dott. Luca Pennisi (responsabile della convenzione di ricerca con ncg) ha condotto sul salmone affumicato contaminato da Listeria monocytogenes (LM), quell’agente patogeno che più di alti può essere riscontrato sugli alimenti e sui processi di produzione.

La ricerca e quindi la conseguente pubblicazione sulla rivista scientifica, certifica e valida  l’efficacia della tecnica degli ultrasuoni focalizzati della maturazione spinta© di waveco® nel ridurre decisamente la carica batterica senza alterare le caratteristiche organolettiche dell’alimento. 

La nostra tecnica brevettata e quindi la nostra macchina – come si legge sulla rivista scientifica Italian Journal of Food Safety – “permette l’inattivazione della Listeria monocytogenes a temperature sub-letali, mantenendo le caratteristiche sensoriali dei campioni trattati. L’odore degli alimenti – prosegue il relatore della ricerca – non ha subito variazioni in nessuno dei campioni; pertanto, questo regime di trattamento potrebbe fornire una soluzione per l’industria del salmone affumicato per raggiungere i requisiti normativi in materia di sicurezza alimentare“.

Per tutti i dettagli della ricerca e della pubblicazione ti invitiamo a leggere online la ricerca completa al seguente link>>>>

Con waveco® e la maturazione spinta© noi Next Cooking Generation siamo in grado di fornire al mercato l’unica tecnologia brevettata presente al mondo che in maniera efficace e certificata può migliorare la qualità dei cibi permettendo a tutte quelle aziende che lavorano nell’ambito della distribuzione e trasformazione alimentare e ristorativa di mettere a disposizione dei propri clienti un alimento sano e sicuro.

Per avere maggiori informazioni sulla nostra macchina waveco® e sulla sua tecnica della maturazione spinta© ti invitiamo a scriverci o a contattarci utilizzando il nostro form>>>>