L’emergenza sanitaria legata al covid-19 ha mostrato come la nostra società sia estremamente debole e condizionabile dall’azione di virus e agenti patogeni che in pochissimo tempo hanno la forza di bloccare l’economia mondiale, non preparata per questo tipo di emergenze e soprattutto essere la causa di migliaia di morti.Questa pandemia è però solo l’ultima infezione che negli ultimi decenni si è diffusa nel mondo; virus come Ebola, Zika, Sars o l’influenza suina (A H1N1) hanno insegnato poco o nulla ai governi del mondo che hanno continuato a investire prevalentemente in settori strategici per la crescita economica lasciando invece indietro ambiti fondamentali per la tutela della vita dell‘uomo, come la sanità – che oggi vediamo fortemente deficitaria nell’affrontare questa emergenza – ma soprattutto si è fatto pochissimo nella ricerca sulla sicurezza alimentare.

Parliamo, in questo caso, di un aspetto molto importante che riguarda i cibi che tutti noi consumiamo: oggi gli enormi cambiamenti che hanno interessato il sistema alimentare mondiale (merci in viaggio da ogni continente, ristorazione e distribuzione di massa e grande uso di prodotti conservati) hanno fatto emergere nuovi problemi e punti critici da risolvere per garantire la sicurezza alimentare, perché se è vero che un’epidemia di un coronavirus può bloccare l’intero pianeta e comportare migliaia di morti, un’epidemia di un batterio può risultare estremamente più pericolosa e può verificarsi in maniera più frequente.

Sono, infatti, all’ordine del giorno le segnalazioni di alimenti ritirati dal commercio per la presenza di batteri come Listeria Monocytogenes, Escherichia Coli, Stafilococco Aureo, Salmonella, Enterococco o Botulino; tutti patogeni che possono contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti e possono crescere e riprodursi a temperature variabili, tendendo così a persistere nell’ambiente e quindi essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati distribuiti attraverso le grandi catene di distribuzione e dal mondo della ristorazione.

Com’è facile capire parliamo quindi di un campo di grande rilevanza dove è necessaria molta attenzione e dove noi della Next Cooking Generation abbiamo investito molto negli ultimi anni: un lungo percorso dedicato alla ricerca di nuove tecniche e alla costruzione d’innovativi macchinari che permettano un’ampia salvaguardia della salute di tutti i consumatori. Grazie alla nostra ricerca siamo riusciti a brevettare l’innovativa tecnica della maturazione spinta© che attraverso la tecnologia degli ultrasuoni focalizzati permette di ridurre in maniera veloce e decisa la carica batterica degli alimenti andando conseguentemente a garantire una migliore sicurezza alimentare.

Parliamo di un processo validato dal Team di ricercatori della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo che ha affiancato la nostra sperimentazione, portando avanti studi e test sulla nostra nuova tecnica sui vari alimenti e che hanno portato recentemente al riconoscimento del loro lavoro e quindi della valenza ed efficacia della tecnica della maturazione spinta© con la pubblicazione dei risultati sulla rivista scientifica Italian Journal of Food Safety.

Lo scopo dello studio, oggetto della pubblicazione, era quello di valutare gli effetti degli ultrasuoni focalizzati della maturazione spinta© di waveco® sull’inattivazione di Listeria monocytogenes (LM) nel salmone affumicato, un alimento che molto spesso subisce contaminazioni di questo genere e che se non ritirato dal mercato potrebbe creare seri problemi alla popolazione.

La sperimentazione, condotta dal Team di ricercatori dell’Università di Teramo guidati dal Dott. Luca Pennisi, responsabile della convenzione di ricerca con ncg, è stata condotta su campioni di salmone affumicato contaminati con un cocktail di 4 ceppi di Listeria monocytogenes (LM ATCC 19114, LM ATCC 15313, LM ATCC 19111 e LM ATCC 7644) ed ha evidenziato l’efficacia del trattamento della maturazione spinta© di waveco® nel ridurre decisamente la carica batterica senza alterare le caratteristiche organolettiche dell’alimento. 

Entrando nel dettaglio delle conclusioni riportate dalla rivista scientifica Italian Journal of Food Safety e quindi validate dagli esperti, è possibile leggere quali siano gli effetti benefici della maturazione spinta©: “Il risultato di questo studio indica che questo tipo di trattamento permette l’inattivazione della Listeria monocytogenes a temperature sub-letali, mantenendo le caratteristiche sensoriali dei campioni trattati. L’odore degli alimenti – prosegue il relatore della ricerca – non ha subito variazioni in nessuno dei campioni; pertanto, questo regime di trattamento potrebbe fornire una soluzione per l’industria del salmone affumicato per raggiungere i requisiti normativi in materia di sicurezza alimentare“. 

Questo risultato pertanto premia e gratifica le buone idee di Next Cooking Generation che ha sempre creduto nella ricerca tecnologica al fine di migliorare la qualità dei cibi e permettere agli addetti del settore della ristorazione di avere sempre a disposizione i migliori macchinari per garantire la sicurezza alimentare dei propri clienti e per raggiungere i migliori obiettivi professionali.

Per tutti i dettagli della ricerca e della pubblicazione ti invitiamo a leggere online la ricerca completa al seguente link>>>>

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